ASTROFILI E UFOLOGI
PROTOCOLLO D'INTESA SULLE METODOLOGIE D'OSSERVAZIONE
(per una più proficua collaborazione in caso di avvistamenti di fenomeni aerei anomali)
Da sempre il mondo degli astrofili e quello degli ufologi, vengono a contatto a seguito o durante il manifestarsi di eventi straordinari, talvolta inspiegabili, che hanno come palcoscenico la volta celeste; un comune denominatore che vede coinvolti chi studia il cielo e chi indaga su certa fenomenologia non convenzionale, a dispetto di chi vorrebbe tutto riconducibile a fenomeni naturali o a proiezioni della nostra mente.
Sappiamo bene quanto sia importante l'osservazione e la giusta interpretazione dei fenomeni, quando questo sia possibile, dove occorre avere la massima precisione nella raccolta delle informazioni.
Non di rado questa fase ha trovato in disaccordo entrambe le parti per mancanza di dati, per difficoltà legate alla qualità delle testimonianze raccolte in particolar modo quando esse sono lasciate all'approssimazione dell'uomo della strada che, per lo più, non è in grado di riconoscere correttamente ciò che accade in cielo o di descrivere gli eventi da un punto di vista cronologico-temporale, tanto meno da un punto di vista fisico.
Come conseguenza di ciò, in passato abbiamo dovuto accontentarci di descrizioni sommarie e rapporti che contenevano le stime approssimative della durata, dei colori, della direzione di certi fenomeni meteorici, lasciando nel dubbio la stragrande maggioranza di certa casistica ufologica notturna.
Credo che la figura degli astrofili in questo contesto, possa elevare notevolmente la qualità delle testimonianze per due motivi semplici ma basilari: il primo è la disponibilità e la grande quantità di ore che quotidianamente dedicano nelle sessioni osservative, sia visuale che strumentale, la seconda è la competenza e qualità nel valutare e distinguere fra eventi naturali, artificiali e non convenzionali.
Inoltre dobbiamo considerare che questo "monitoraggio" può essere esteso praticamente a tutto il territorio nazionale, con tutti i vantaggi che possiamo immaginarci a partire dalle potenzialità offerte dai sistemi informatici e di comunicazione in rete per lo scambio in tempo reale di stime e valutazioni che potrebbero consentire una triangolazione in caso di impatti meteoritici. Opportunità questa che non è mai stata realizzata a livello nazionale neanche dalle organizzazioni astronomiche che si occupano in maniera specifica dei fenomeni da rientro atmosferico.
Per concludere credo che il metodo da adottare sia lo stesso che viene usato in radioastronomia con il progetto SETI, cioè utilizzare il metodo "SERENDIP", (sistema che consente ai radioastronomi l'utilizzo delle antenne per le loro ricerche ma gli stessi dati vengono passati anche attraverso l'analizzatore di spettro multicanale che il SETI utilizza per cercare segnali intelligenti dallo spazio).
Questo tipo di collaborazione consentirebbe di interagire tra ufologi e astrofili, senza modificare nulla nei propri metodi e conduzione dell'attività di ricerca ma avere grandi benefici in caso di avvistamenti non convenzionali dove diventa importante confrontarsi e cooperare.
I Coordinatori regionali in questo caso potrebbero contattare i vari Gruppi Astrofili sparsi sul proprio territorio e relazionare sulla loro disponibilità al progetto, al fine di creare una mappatura in base alle loro competenze, strumentazione disponibile, e informatizzazione.