LA RETE

Nuova Serie Anno 1 n.3

27 luglio 2006

Bollettino aperiodico informativo del Centro Ufologico Nazionale

http://www.cun-italia.net

Per gli astronauti E.T. esiste – UFO nel vicentino e nel comasco – L’UFO delle Olimpiadi – Sigaro volante su Prato – Ace Ventura e gli UFO – Barca volante in Iran – La Chiesa e i dischi volanti.

 

PER GLI ASTRONAUTI E.T. ESISTE

Prima era stata la volta dell’astronauta tedesco Thomas Reiter, di dichiarare di credere fermamente nell’esistenza di intelligenze extraterrestri. "Ritengo sia altamente probabile in termini statistici che un giorno riusciremo ad incontrare esseri intelligenti di altri pianeti", ha riferito il quarantasettenne alla rivista "Cicero". "Tuttavia si tratterà con ogni probabilità di entità ben diverse da noi". Poi, il 26 luglio, è toccato nientemeno che al mitico Buzz Al drin, l’americano del primo allunaggio, ammettere sulle colonne de La Stampa di avere avvistato gli UFO nello spazio. "Due frasi, scambiate il 19 luglio, poco prima dello sbarco sulla Luna, erano sembrate a tutti i tecnici che seguivano la missione una normale richiesta di informazioni, ma nascondevano un segreto che Al drin ha rivelato solo adesso: l’Apollo 11 non era solo nello spazio", ha scritto La Stampa. Proseguendo: "L’equipaggio chiese alla base dove si trovasse rispetto a loro l’S-IVB, il terzo modulo del razzo che li aveva spinti verso la Luna. Dopo qualche minuto, Houston rispose che si trovava a 6000 miglia nautiche, circa 11.000 chilometri. ‘Non poteva dunque essere quello – ha rivelato Al drin – il grande oggetto che vedevamo dall’oblò ad una certa distanza da noi. Era a forma di anello e si muoveva ad ellissi. Collins decise di guardarlo meglio con un cannocchiale, non era sicuramente il nostro razzo’. I tre astronauti decisero di non comunicare altro alla base, e di parlarne solo al loro ritorno in un briefing riservato. ‘Che cosa potevamo fare? – ha spiegato Al drin – Dovevamo metterci a gridare: Ragazzi, c’è qualcosa che si muove qui di fianco, avete idea di che cosa possa essere? Molta gente ascoltava le comunicazioni tra noi e Houston, gente di tutti i tipi. Temevamo che qualcuno potesse chiedere di annullare la missione, a causa di una minaccia aliena o per qualunque altra stupida ragione. Così decidemmo solo di informarci per precauzione su dove si trovasse l’S.IVB…".

PALLA NEL CIELO VICENTINO

Un doppio, singolare avvistamento. È quello segnalato da un architetto che ha riferito che il pomeriggio del 9 maggio, alle 14.20, "una luce fissa sospesa a circa 40 metri da terra, è apparsa sopra un campo arato vicino a via Quattro Novembre a Motta di Costabissara", nel vicentino. "Ho pensato si trattasse di un’allucinazione e ho continuato a guidare", ha dichiarato il professionista. Ma dopo pochi minuti, alle 14.27, "all’altezza del ponte sul Bacchiglione, lungo la strada da Caldogno verso Ponticello Conte Otto, ho visto nuovamente la luce sopra Monte Berico. La luce aveva un’intensità doppia rispetto al faro di un’auto ed aveva un diametro di circa un metro. Non presentava una forma definita; era solo una luce fissa, come un faro sospeso ed escludo fosse un raggio di sole, dato che il cielo quel giorno era coperto", ha spiegato il testimone. Il Giornale di Vicenza ha interpellato tutte le Forze dell’Ordine ed i vari Centri di soccorso, ma nessuno ha ricevuto segnalazioni analoghe.

(Giornale di Vicenza, 10-5-06)

UFO A V SU ERBA

UFO anche nel comasco. Due oggetti dalla forma piatta ed in formazione a V, con angolo di circa 140 gradi sono apparsi il primo luglio alle 23.30 nel cielo di Erba. Il cielo era terso e gli oggetti, a detta del testimone, avevano una grandezza di trenta centimetri; di colore arancio, procedevano da ovest a est effettuando bruschi cambiamenti di rotta. I due ordigni hanno attraversato la volta celeste di 150 gradi in cinque secondi, in totale assenza di rumore. Gli stessi oggetti erano stati notati dal testimone due sere prima, attorno alla stessa ora, ma in direzione opposta, da est a ovest.

(Collaborazione di Giorgio Pattera, CUN Parma)

 

ARRIVA L’UFO DELLE OLIMPIADI

Poteva mancare? Per le Olimpiadi sono arrivati a Torino anche gli UFO. Non si tratta di uno scherzo, ma di più avvistamenti, a Carmagnola e a Torino, tra le 16 e le 16.30 del 6 febbraio scorso. Gli eccezionali "ospiti" sono stati fotografati proprio sopra il braciere che sarebbe stato acceso a breve per dare inizio ai giochi invernali. Saverio Mirabelli, di Carmagnola, ha ripreso la scena col suo cellulare: "Dal balcone di casa ho visto una specie di fulmine che arrivava da lontano e poi una palla di luce uscire dagli alberi. C’era una sorta di fruscio in sottofondo. Poi è sparito tutto", ha dichiarato.

(La Stampa 7-2-06)

ALLARME UFO PER I GIOCHI INVERNALI

Non era un UFO, e nemmeno l’aereo di un attentatore il misterioso ordigno che ha sorvolato il cielo torinese qualche giorno prima della cerimonia di chiusura dei giochi olimpici, il 26 febbraio. Se l’Olimpiade si è aperta con l’UFO fotografato a Carmagnola, si è chiusa con un allarme rosso, proprio mentre erano in corso gli ultimi febbrili preparativi per proteggere capi di governo, personalità ed atleti. Un portavoce della base segreta dell’Artiglieria Contraerea dell’Esercito, IV Reggimento di Mantova, ha difatti rivelato all’inviato della Stampa Massimo Numa che, qualche giorno prima la chiusura delle Olimpiadi, i loro radar stavano monitorando lo spazio aereo piemontese quando, all’improvviso, veniva avvistato un oggetto sugli schermi, segnalato con la U di Unknow, sconosciuto. Procedeva a bassa quota, a circa 80 nodi, verso un obiettivo sensibile. L’ultima barriera per fermarlo erano gli aerei Hawk. I movimenti dell’oggetto, da quel momento classificato con il rombo, segno del "nemico", erano stati seguiti attimo dopo attimo dai missili sulle rampe mobili, con i loro 300 chili di esplosivo nelle ogive teleguidate dal radar. Mancavano pochi istanti all’ultima fase prima del lancio, quando l’oggetto è stato riconosciuto. Non era un UFO, ma un innocuo pallone sonda. "L’avete abbattuto?", ha domandato Numa. "No, ma c’è mancato poco", hanno risposto scherzosamente gli ufficiali addetti alla sicurezza.

(La Stampa 25-2-06)

SIGARO VOLANTE SOPRA PRATO

Il fatto è accaduto il 20 marzo 1999 ma solo adesso il testimone ha trovato il coraggio di raccontare telematicamente il fatto al portale Ufologia.net. Nella mail inviata il teste racconta di come, in condizioni di visibilità assolutamente normali e per ben dieci minuti, abbia potuto osservare sopra Prato, alle ore 21, "un sigaro gigante". Luca, questo il nome dell’avvistatore, ha così scritto: "La sera del 20 marzo 1999 alle 21 mi trovavo in casa. Avevo deciso di riporre il mio portatile in camera da letto, ma quando sono arrivato sulla soglia della porta ho visto un bagliore fuori dalla mia finestra e successivamente un oggetto non identificato avvicinarsi in lontananza. L’oggetto aveva forma di sigaro e sprigionava luce...".

(www.ufologia.net)

ACE VENTURA E GLI UFO

La retroingegneria aliena è finita, questa volta, in un cartone animato americano, ritrasmesso in arabo il 10 maggio scorso dal canale marocchino 2M Maroc. Protagonista, la versione a cartoni del personaggio di Ace Ventura, interpretato al cinema dall’irresistibile Jim Carrey, che nell’episodio riesce addirittura ad entrare nell’Area 51, scoprendovi uno Stealth realizzato con tecnologia UFO. Inutile dire che Ventura riuscirà a rubare l’aereo avveniristico, combinandone di tutti i colori.

Lo stesso giorno l’emittente satellitare Sudan Tv ha trasmesso un lungo documentario sull’esplorazione dello spazio; il 2 era stata la volta di Oman tv.

BARCA VOLANTE IN IRAN

Anche l’Iran ha il suo disco volante. La notizia è passata quasi sotto silenzio, oscurata dai continui proclami antiamericani ed antisraeliani del presidente Ahmmadinejiad, circa lo sfruttamento del nucleare iraniano. Eppure Teheran ha sperimentato con successo nelle acque del Golfo un’imbarcazione volante, molto simile ad un UFO con coda, capace di sfuggire ai radar nemici e di fare fuoco con qualsiasi tipo di arma e con precisione, anche in movimento. Il test è avvenuto durante manovre militari ai primi di aprile, secondo quanto annunziato al canale iraniano Irinn dal portavoce delle stesse esercitazioni, ammiraglio Mohammad Ebrahim Dehghani. Secondo quest’ultimo la "barca volante" è stata costruita da esperti del Ministero della Difesa iraniano, e modelli simili "sono in possesso solo di alcuni altri Paesi, ma quello realizzato in Iran è il più efficace". L’apparecchio, ha aggiunto la televisione di stato, può viaggiare ad una velocità di 100 miglia orarie.

(Giornale 5-4-06)

ALIENI FIGLI DI DIO, FORSE

Per la Chiesa non c’è dubbio: se nell’universo ci sono gli extraterrestri, sono da considerarsi "figli di Dio" al pari degli esseri umani. "Al momento non c’è nessuna evidenza scientifica pro o contro la vita extraterrestre"; ma se ci fosse, "Dio è creatore di tutto quello che esiste", sostiene padre George Coyne, gesuita ed astronomo, nonché direttore della Specola Vaticana e dell’Osservatorio astronomico dei gesuiti che si trova a Tucson, in Arizona. Coyne ha rilasciato un’intervista ai giornalisti dell’ANSA, nel gennaio scorso, e la sua posizione, a ben vedere, è la stessa già espressa nel marzo 1999 sulla rivista Il Finanziere. All’epoca Coyne aveva dichiarato: "Una risposta certa è impossibile in quanto le origini della vita sono ancora sconosciute persino in relazione al mondo da noi abitato. Non è quindi possibile formulare ipotesi su basi biologiche ma solo dal punto di vista fisico, cioè in relazione all'esistenza o meno di mondi in cui sarebbe possibile la vita, così come la conosciamo sulla Terra. Non disponiamo ancora di strumenti con una risoluzione così fine da poter individuare ed osservare corpi celesti dalle caratteristiche che li renderebbero abitabili, nel senso che essi siano adatti alla sopravvivenza ed allo svolgimento delle forme di vita da noi conosciute sulla Terra. Sinora abbiamo misure attendibili solo su una quindicina di grandi pianeti, che supponiamo inabitabili per la loro distanza dalla stella madre. Però abbiamo sufficienti conoscenze certe sulla formazione e sulla evoluzione dell'universo, per cui attraverso elaborazioni matematiche siamo in grado di ipotizzare che potrebbero esistere nell'universo 1017 pianeti simili alla Terra. Si tratta di un numero seguito da 17 zeri, quindi estremamente grande". Nel 1995 aveva dichiarato ad Avvenire, a proposito delle segnalazioni di avvistamenti UFO: "Io penso che quando qualcuno segnala un fatto che non si spiega, bisogna subito procedere ad accertamenti accurati. Ma senza saltare alle conclusioni. Perché la parola UFO è mal applicata. UFO sta per Unidentified Flying Objects, cioè oggetti volanti non identificati. Ma, almeno nel 95 per cento dei casi, ci siamo trovati di fronte a oggetti molto ben identificati, a fatti che una volta accertati hanno rivelato una spiegazione ovvia. Si trattava di aerei, di palloni sonda, di nubi di gas, di rifrazioni naturali, di altri fenomeni ottici. Insomma di cause chiaramente comprensibili. Quindi gli UFO fanno parte della fantascienza e non ancora della scienza". In quell’occasione, altrettanto scettico stato sull’esistenza di vita extraterrestre lontana da noi. Ma curiosamente padre Coyne aveva dichiarato nel 1993, subito dopo la ripresa del programma spaziale USA per i 500 anni della scoperta dell'America, che la Chiesa avrebbe dovuto addestrare dei missionari da inviare nello spazio per portare la parola di Dio ad eventuali extraterrestri. La dichiarazione suscitò enorme scalpore sulla stampa (il tg satirico Striscia la notizia ironizzò pesantemente) e venne criticata aspramente dall’astronoma scettica Margherita Hack, che ricordava cosa fosse successo agli indios americani quando i missionari al seguito dei Conquistadores erano sbarcati nel Nuovo Mondo con analoghe intenzioni. La replica ecclesiastica non si fece attendere. Il giorno dopo padre Coyne non solo negava che vi fosse vita nello spazio esterno al nostro, ma addirittura criticava le ricerche SETI in quanto "soldi buttati". Ancora una volta, dunque, padre Coyne mantiene una posizione ambigua.

(City 27-1-06)

 

La Rete - aperiodico telematico realizzato da Alfredo Lissoni in collaborazione con il Centro Ufologico Nazionale; anno 1 n. 3, 27-07-2006. Tutti i testi qui presenti sono copyright CUN; la riproduzione deve essere autorizzata dal Centro Ufologico Nazionale previa citazione del sito. Per contattarci, mail a laretecun@yahoo.it