Nel prossimo numero di UFO NOTIZIARIO
SVILUPPI INDOTTI DA "CONTATTISMI DI
MASSA" E "SINDROME DEL CONTATTISTA"
Anticipazioni
su nuovi elementi circa il caso di "Amicizia"
di Roberto Pinotti
Come
abbondantemente previsto, il libro CONTATTISMI DI MASSA redatto dall'Ing.
Stefano Breccia con la mia prefazione su note postume di Bruno Sammaciccia e pubblicato dalle
Edizioni NEXUS per diretto interessamento di chi scrive, ha innescato
comprensibili e opposte reazioni. Quando suggerii a Stefano, per doverosa
completezza, di illustrare minimamente il testo con materiale fotografico a
parziale supporto del contenuto, egli osservò peraltro che non era
necessariamente indispensabile. "Tanto" disse " i lettori si
divideranno comunque fra chi accetterà la storia (anche
senza immagini) e chi, pur di fronte all'iconografia più suadente, non vorrà
accettarla...". In effetti è stato ed è così, ed
è stata anche questa considerazione ad indurre Breccia a "firmare"
direttamente un volume suo pur solo in parte, esponendosi così coerentemente in
prima persona. Indubbiamente, un CUN e un Roberto Pinotti da sempre
notoriamente critici nei confronti del contattismo, del rivelazionismo e del
complottismo che non si scagliano per partito preso contro la storia di
"Amicizia" possono avere sorpreso alcuni; ma non c'è niente di
contraddittorio. Sia il sottoscritto che il CUN
sappiamo che non è lecito generalizzare a senso unico, e che l'aspetto
mistificatorio tanto spesso associato ai suddetti contesti ha anche le sue
eccezioni. Infatti, al pari di certi "rapiti", ci sono stati e ci
sono anche "contattisti", "rivelatori" e complottisti che
costituiscono pur infrequenti eccezioni "in positivo" sulla scena
ufologica. Gente che non ricerca pubblicità, sinceramente disinteressata e tale
da riferire informazioni tutt'altro che destituite di
fondamento e incoerenti. E che non ha niente a che fare con l'ambito
cialtronesco, prezzolato, irrazionale e commerciale e in cui si muovono altri
contesti buoni a fare da cassa di risonanza per il sensazionalistico e che
screditano solo la materia per grassa ignoranza, estrema improvvisazione e
totale assenza di documentazioni, da goffi "parvenus" dell'ufologia
quali sono e restano.
E'
anzi stato - esperienze personali mie e di Breccia nel caso specifico a parte -
anche per fare eventualmente emergere appieno la realtà "sommersa" di
certi ambienti ed esperienze così lungi dalla scena ufologica odierna che
CONTATTISMI DI MASSA ha così visto la luce. E' stata quasi una scommessa, ma la
realtà ci sta dando ragione. Infatti adesso diversi
protagonisti ancora vivi di quella storia pur tanto lontana nel tempo stanno
tornando o venendo allo scoperto sentendo pienamente garantita da noi la loro
privacy e ci stanno fornendo tessere importanti di questo intrigante mosaico.
Un mosaico, lo abbiamo scritto, per certi aspetti analogo
alla annosa "questione
ummita". E come, in rapporto alla storia di Ummo, sarebbe insostenibile e
anzi risibile accreditare l'ipotesi di una banale mistificazione indotta dal
più tardivo "reo confesso" (o sedicente tale) Senor Pena e null'altro
(nè più nè meno come in riferimento alla questione dei
"crop circles" si cercò di giustificare strumentalmente il tutto come
il pur improbabile prodotto dell'operato di due anziani pensionati britannici),
riguardo alla faccenda della "Amicizia" sarebbe a dir poco riduttivo
liquidare il tutto come una semplice "leggenda metropolitana"
collegata ad un presunto personaggio carismatico in grado di fare vedere agli
altri lucciole per lanterne. Perchè le concordi e coerenti
esperienze di chi ha sperimentato tale "militanza" che avrebbe
visto una collaborazione continuata fra extraterrestri infiltrati in mezzo a
noi e un gruppo di persone coordinate da Bruno Sammaciccia ci dicono il
contrario. E allora?
E allora
niente. Il CUN, giustamente, non prende posizioni e non fa atti di fede a senso
unico, in nessuna direzione, ma lascia "aperto"com'è giusto e
opportuno il caso, in nome e nell'interesse della verità. E al riguardo invita
a meditare su un punto importante: non sempre quello che appare è e viceversa
quello che è appare. E questo vale più che mai in campo ufologico.
Se c'è
qualcuno che negli ultimi anni ha sbugiardato mistificatori e pazzoidi, vale la
pena di ricordarlo, questo è stato il CUN, con chi scrive come portavoce e
"punta di diamante". Pertanto non ci si potrà certo accusare di
simpatie per certi suggestivi "scenari". Pure, senza ripetere quanto
riportato nei precedenti numeri di UFO NOTIZIARIO al riguardo, vale la pena di
tenere presente che nell'ambito del contattismo il quadro è ben più complesso
di quanto possa sembrare. Già.
In
gioventù chi scrive, ad esempio, ha corrisposto fino alla sua morte nel 1965
con il controverso "capostipite" dei contattisti, il
polacco-americano George Adamski: personaggio caratterizzato da luci e ombre,
come abbiamo direttamente constatato. E dopo di lui, sono venuti alla ribalta,
con tanti altri "contattisti" meno noti, i
vari Eugenio Siragusa,
Eduard (Billy) Meier, Carlos Diaz...
Orbene,
com'è noto in campo scientifico dovrebbe prevalere il cosiddetto "rasoio
di Occam", principio in base al quale a parità di soluzioni quella più
semplice dovrebbe sempre essere razionalmente privilegiata. Pertanto, se un
"contattista" viene come suol dirsi "preso in
fallo" e una delle sue affermazioni infirmata, la logica
scientifica ci dice che dovremmo, generalizzando, ritenere la sua esperienza
inaffidabile e fasulla in toto. E con tale approccio (a parte i casi sul tipo
di quello del sedicente "profeta degli alieni" Claude Vorilhon
"Rael"con la sua "Religione Raeliana" fondati non su prove
o almeno indizi di supporto ma su acritici atti di
fede) è relativamente facile liquidare "scientificamente" alla prima
contraddizione i più noti "contattisti". E così sia. Solo che...
Non è
che così si corre il rischio di gettare via con l'acqua sporca anche il
proverbiale neonato? Infatti - lo si ricordi - la
logica di cui sopra si fonda sul principio di non contraddizione: se certe
affermazioni sono sbagliate o false, le precedenti non possono essere giuste e
vere. Ergo...
Però
non è così semplice. La storia e la cronaca, ad esempio, ci indicano da sempre
personaggi che, caratterizzati da comportamenti sinceri e positivi, sono poi
"franati" nella considerazione e nella stima generali per atteggiamenti
successivi variamente sbagliati o criticabili. Secondo la logica di cui sopra,
costoro sarebbero allora da "condannare" indipendentemente dai loro
trascorsi positivi. Il che è evidentemente un assurdo in termini. Quanto di
buono e giusto è stato detto e fatto da chicchessia resta, al di là di ogni
giudizio emotivo sul personaggio. Questo la logica che caratterizza fisici,
matematici, chimici e ingegneri, caratterizzati da una logica
"binaria", fatica
a capilrlo. Non è invece così per psicologi, sociologi, antropologi e medici,
più consapevoli che la realtà non è solo in bianco e
nero, ma al contrario caratterizzata da innumerevoli sfumature di grigio. Ne
consegue che non tutto quello che i protagonisti di certe convincenti
esperienze contattistiche affermano - indipendentemente da eventuali successive
contraddizioni - dovrebbe necessariamente essere scartato tout court. Anzi.
Bisognerebbe chiedersi, invece, se al contrario non sia
accaduto qualcosa che abbia indotto fattori tali da infirmare esperienze
all'inizio apparentemente positive. E quel qualcosa è certamente accaduto, ieri
come oggi. Intendiamo riferirci alla cosiddetta "sindrome del
contattista".
Probabilmente
in questi termini questa definizione non è mai stata utilizzata da nessun
Autore, anche se non è la prima volta che chi scrive ne fa uso colloquialmente.
Vale dunque la pena di chiarire il concetto. Tale "sindrome",
infatti, esprime concettualmente il comportamento seguito da un uomo che, al
centro di una esperienza di contattismo, finisce con
il constatare la fine di quest'ultima con la dipartita degli alieni di turno.
Cosa succede, allora? E' presto detto.
Com'è
ben comprensibile, a livello concettuale una genuina esperienza di contatto e
rapporto continuato fra un uomo e un visitatore extraterrestre indubbiamente a
noi superiore (in quanto tecnologicamente in grado di giungere qui) sarebbe a dir poco esaltante. Oltre che una dilatazione
della coscienza, essa comporterebbe necessariamente una sovrastima di sè in
quanto "scelto" nonchè depositario di frammenti di una conoscenza
superna: e una felicità ed un appagamento interiori indicibili. Fino a che,
beninteso, l'esperienza non si esaurisse. Sì, perchè in tal caso si avrebbe
nell'interessato un crollo psicologico brutale e devastante. In un clima
infernale e detronizzante da "Paradiso Perduto", il soggetto - specie
se avesse comunicato ai suoi simili la propria esperienza - entrerebbe in crisi
e in depressione, con un tracollo psicologico senza ritorno che gli imporrebbe,
per recuperare un equilibrio psicologico compromesso, di "tenere
viva" comunque un'esperienza finita e tramontata. E così si ingannano i
propri simili (e se stessi) dicendo che "il contatto continua"
quando invece non esiste più, inventando fatti ed episodi fasulli e dando
corpo a accadimenti casuali inseribili nel "mondo" immaginario che ci
si è finiti col costruire. Talvolta, poi, scatta nel singolo una sorta di
"delirio di onnipotenza" che non gli consente più di distinguere il
vero dal falso. E' quello che è avvenuto ad Adamski,
Siragusa, Meier, Diaz... Soggetti che hanno con ogni probabilità vissuto una
loro iniziale esperienza "altra" a livello genuino. Esperienza poi
terminata e in seguito continuata nella loro immaginazione: talvolta fino al
dolo, come nei casi di Meier e Diaz.
Ma
cosa c'entra tutto questo con "Amicizia" e Bruno Sammaciccia?
C'entra, eccome. Infatti, come abbiamo non certo a caso scritto su queste
pagine e nell'introduzione a CONTATTISMI DI MASSA, eravamo e siamo ben al
corrente delle "screditanti azioni legali" che hanno interessato il
compianto Sammaciccia e che certi scettici hanno oggi creduto di
"scoprire" e di dover strombazzare come fossero uno scoop e la chiave
di volta di tutto. L'interessato - come ha a suo tempo riferito la stampa in
vari articoli da sempre in nostro possesso - ha in effetti
subìto nel 1997 una condanna penale per truffa ai danni di una anziana coppia
che gli si sarebbe affidata per essere "curata" dagli
"extraterrestri" e ai quali egli avrebbe verosimilmente estorto forti
somme di denaro. Si tenga comunque presente che l'ambiente di "Amicizia" era altresì
caratterizzato anche da "cure" e "guarigioni" di presunta
matrice extraterrestre che avrebbero direttamente interessato, e in positivo,
alcuni componenti il gruppo. Cosa concludere, dunque? Ci troviamo di fronte ad contattista genuino ("scaricato" o meno poca
importa) dai presunti presumibili poteri
taumaturgici di un "Mago" alla Rol che potrebbe anche avere fallito
"in corso d'opera" o di un semplice seppur carismatico ciarlatano
puramente mosso dal dolo?
Se
dobbiamo fidarci della Magistratura italiana, va da sè che erga
omnes, in base ad una sentenza in giudicato, dovrebbe valere la seconda
ipotesi. Tutto chiaro, insomma?
Magari
fosse così semplice. In effetti
chi ha collaborato con Bruno Sammaciccia e anche chi ne ha preso le distanze (e
non sono pochi) tuttora parla di una sua illogica "strategia suicida"
tesa ad "azzerare" un contesto umano sereno e coeso facendolo
diventare ingestibile grazie a comportamenti devianti all'interno del gruppo
fino alla sua implosione. Comportamenti tradottisi da ultimo in
auto-screditanti forme di vero e proprio "harakiri" sociale (come,
appunto, essere coinvolto in
un processo penale, anche se poi, all'atto pratico, ciò non
avrebbe comportato nè un giorno di detenzione nè l'esborso di una lira
risultando l'interessato nullatenente). Perchè questo assurdo e distruttivo
atteggiamento caratterialmente agli antipodi rispetto all'estrazione, al ruolo
e alla psicologia del personaggio? Non lo sappiamo. Quel che è certo è che a
chi scrive, a Stefano Breccia e al CUN risulta che tutti i non pochi suoi
compagni che hanno con lui condiviso l'esperienza di "Amicizia"
concordano nell'indicare nel sodalizio (le cui esperienze sono invariabilmente
indicate come genuine e positive) una prima fase di assoluta
"armonia" e una fase finale del tutto "disarmonica" e
caratterizzata da un "modus operandi" anomalo, contraddittorio e
destabilizzante da parte di un leader dapprima stimato, ricco, disponibile e affettuoso.
Un uomo che al di là dei suoi libri, delle sue ottime frequentazioni e di
qualsiasi sentenza nessuno di noi ha mai inteso o intende santificare oppure
demolire. Questo lo facciano pure, se credono, coloro che, dominati dalla
logica del "nemo propheta in patria", si contentano di quel poco che
sanno, vedono e
hanno raccolto . Oltre tutto questo c'è e resta la realtà di una situazione
complessa e sui generis, che peraltro (fosse essa indotta dall'interessato o
magari dai presunti CTR, come qualcuno è giunto a ipotizzare) in nessuna delle
persone implicate ha fatto minimamente mettere in discussione la realtà del
condiviso contatto continuato del gruppo con i W56, almeno fino ad una certa
data (fine anni 70 - inizi anni 80). Un dato che dovrebbe far riflettere.
Non
c'è neanche bisogno di dire che difficilmente potremo avere risposte da un
interessato che oggi non è più. Ma non crediamo che importi
in effetti più di tanto, perchè così come, se un Premio Nobel commettesse un qualunque reato, nessuno contesterebbe
evidentemente per questo il valore del riconoscimento attribuitogli, una cosa è
l'esperienza di "Amicizia" e altra cosa sono evidentemente le
successive vicissitudini del suo leader. Tanto più che la condanna suddetta ha
colpito l'interessato a quasi due decenni di distanza dal presunto
smantellamento definitivo di "Amicizia", che all'epoca non esisteva
più. Anche Bruno Sammaciccia è dunque rimasto vittima della "sindrome del
contattista"? Nessuno potrà mai confermarlo nè escluderlo. Resta il fatto
che ci sono non pochi che sanno, ricordano, e adesso - seppur ormai avanti con
gli anni - si rifanno infine vivi grazie al libro CONTATTISMI DI MASSA.
"Soltanto nell'interesse dei fatti", ci hanno tutti detto. Senza
sensazionalismi, insomma, e per dare testimonianza dell'accaduto. Che poi è
quello che chi scrive, Stefano Breccia ed il CUN volevano e stanno continuando
a stimolare, senza pregiudiziali, timori e censure di sorta.
A costoro - quando, quanto e come lo vorranno - intendiamo da subito dare voce e spazio, com'è giusto e doveroso. Qui nessuno ha nulla da nascondere, anzi. Perchè si ricerca solo la verità. Ma, beninteso, la verità oggettiva, non quella provinciale, minima e un po' emotiva di alcuni singoli legati a episodi personali e marginali, necessariamente frutto di visioni individualistiche e magari preconcette che, in quanto tali, sono e resteranno sempre e comunque riduttivi.